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Port of Souls
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Garage 

Nati nel tardo autunno del 2007 dall'incontro di
tre immigrati nella milano da pere che stanno
scoppiando. Meno male che c'è il rock (and
roll?). Andrea ha suonato nei Permanent Scar,
Point of View, Jilted, Shot Down, The Reverends,
The Applicants, Mother Morphine. Hugo è uno
storico agitatore delle scene laziali, a colpi di
poesia, letteratura, rock e quant'altro. Ale è
un tranquillo serial killer. Jean è un alieno
psicotronico.
 
Nome componenti:
Ale S. - batteria
Jean - basso
Hugo Bandannas - voce
Andrea V. - chitarre
Link:
http://www.myspace.com/portofsouls
Lista Album:
  Rehab City - Black Milk    
 
    brani
1. Mutant tonight
2. 1000 flowers
3. Guerilla tactics for divorcees
4. Portrait of ghost family
    video
 
Lucklustre morals at 5 p.m. (slide)
 
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1. DA DEADSKYLINE n. 2
    14/04/2008 | 14:41 | Varie | COMMENTI (1)
    Port of Souls: banda d'immigrati al 75%, nata sfiorando la melma del Naviglio Grande. Ale (batteria), Jean (basso), Hugo (voce), Andrea (chitarra): questi i responsabili dei fatti. Punk-non-punk, blues incapace, rock de-tecnicizzato, semplice istinto, ignoranza, decenni di ascolti e collezione di dischi: signori, il piatto è servito. E anche l'intervista. Rispondono Hugo Bandannas (HB) e Andrea (A).

(Intervista condotta da Livia)

Port of Souls... perché questo nome? Chi l'ha scelto?
   HB: Il nome è tratto da un brano dei Gun Club. Al di la dell'essere tutti fan dei Gun Club, il nome è molto evocativo, nel senso spiritico del termine. L'ha scelto Andrea e ci siamo trovati tutti d'accordo.
   A: Credo di averlo proposto io, se non erro. Inizialmente propendevo per Port of Saints, ma il riferimento così diretto al libro di Burroughs alla fine ci è parso troppo intellettualistico e un po' pretenzioso; ho poi proposto Port of Souls, che è un brano degli immensi Gun Club.

Chi siete? Cosa volete? Descrivetevi a vicenda…
   HB: Una band di sicuro! Forse l'ultima autentica band di rock and roll. Vogliamo l'hit parade a ogni costo! Ma non metteremo mai in gioco la nostra amicizia per il successo come hanno fatto i Take That.
   A: Dai... come si fa? Difficile e un po' imbarazzante. Siamo comunque, di certo, quattro personaggi malati di musica (e di mente). E credo che nessuno di noi sappia esattamente cosa vuole. Per fortuna...

Quali esigenze hanno portato nel 2007 alla formazione della vostra band?
   HB: Se non suono per un pò, o meglio urlo, sono perduto.
   A: Le stesse che me ne hanno fatte formare fin dal 1986... se non suono sto male. E così inizio a rompere le scatole in giro finché non si trova qualcuno per mettere in piedi un gruppo. La storia si ripete. E va bene così.

Prima del 2007, quali i vs trascorsi artistici e la vs formazione musicale come singoli?
   HB: Tanti, davvero innumerevoli, meglio dimenticarli,  si salvi chi può!
   A: Mah, suono in gruppi da quando ero ragazzino; ho iniziato nella seconda metà degli anni Ottanta ed eccomi qui. Ho fatto parecchi dischi, tanti concerti e un sacco di cose nel giro d.i.y, punk e hc. Ora ho un po' smesso un certo tipo di coinvolgimento totale, anche per ragioni semplicemente pratiche (la vita ti arrota e ti assorbe), oltre che per una certa stanchezza. Trascorsi "artistici"? Io? No... nessuno.

Cinque aggettivi per definire la vs musica? Cinque per la vs band?
   HB: Punk, ne basta uno!
   A: Musica: blues, punk, garage, sgangherata, sincera. Band: instabili, umorali, brillanti, dementi, diversi

Come conciliate le diverse provenienze e residenze, vite personali, ecc, con le prove e la creazione musicale?
   HB: Viviamo tutti in zona Milano ma a parte Jean, il bassista, non siamo milanesi.
   A: Beh, ci si mette d'accordo. Un giorno a settimana ci si vede e si prova. I pezzi, per ora, nascono – a livello di idee di massima – a casa mia; poi li porto in sala e li si prova: tutti insieme li aggiustiamo, fino a trovare una versione più o meno definitiva.

Le 10 maggiori influenze musicali per la vs band sono…
   HB: I capisaldi sono 3: gli Stooges, l'alcool, i navigli melmosi…
   A: Direi Gun Club, Rocket from the Tombs, Pere Ubu, Cramps, Voidoids, Stooges, Rolling Stones, Beasts of Bourbon, Velvet Underground, 13th Floor Elevators

Com'è possibile contattarvi? Avete un sito, un Myspace o simili?
   HB: www.myspace.com/portofsouls
   A: Sì, c'è un Myspace.

Perché cantare in inglese? La lingua italiana non vi soddisfa?
   HB: Il rock and roll e la lingua italica non sono una buona ricetta. Salverei soltanto i Diaframma, ma non credo abbiano mai suonato rock and roll…
   A: C'è poco da fare. Il rock (in senso lato) in italiano non è credibile.

Cos'è la musica per voi? Droga, amore incondizionato, ossessione, struggente piacere, altro?
   HB: È salvezza, redenzione al quotidiano martirio psico fisico a cui il buon dio ci sottopone.
   A: Droga e ossessione. Senza dubbio.

Cosa pensate del panorama musicale italiano per quel che riguarda la musica proposta via radio e media vari?
   HB: Mi piace Fabri Fibra e l'ardecore ammuffito dei capitolini Bloody Riot.
   A: Sarebbe troppo facile sparare a zero. Mi astengo. Però a livelli sotterranei c'è roba buonissima che si muove... altro che radio e media.

Se i Port of Souls fossero un'immagine o un quadro sarebbero…
   HB: Sarebbero un immagine rurale, una scena di un film spaghetti western
   A: Confesso un'ignoranza abissale in campo di arti figurative. Che vergogna. Diciamo che se fossero un film, per me, sarebbero Donnie Darko o Fandango. Se fossero un telefilm, invece, Californication.

Perché qualcuno dovrebbe ascoltarvi volontariamente?
   HB: Perché è ora che le sopite coscienze spurghino e noi possiamo favorire questo processo di catarsi.
   A: Perché non lo possiamo coercire, quindi o ci ascolta volontariamente, oppure non ci ascolta! A parte gli scherzi, non si può rispondere, credo. Sarebbe un po' spocchioso (e magari bugiardo) dirti "Perché facciamo bene quello che facciamo". Se qualcuno ci ascolterà, spero lo farà perché avrà sentito un po' di anima e sangue nel nostro rumore.

Obiettivi per il futuro? Prossime esibizioni? Quando? Dove?
   HB: Molto presto, una data con la bluesgirl Miss-Ipi ad Alessandria e una serata unplugged al Funhouse.
   A: Mah, ci stiamo lavorando. Tra gli obiettivi c'è registrare qualcosa e suonare un po' live. Il quando è da definire, al momento.

Se Port of Souls fosse una persona deceduta, sulla lapide che epigrafe vorreste lasciare ai vostri numerosisissimi (!) fan (!) accorsi (!) da tutto il mondo (!) per l'estremo saluto?
   HB: All is vanity
   A: Bevine una alla mia salute.
 
2. Charred Hopes: il testo
    14/04/2008 | 14:40 | Lyrics | COMMENTI (0)
    TOO MANY NIGHTS SLEEPING ON GLASS
COULD DRAIN THE LIFE OUT OF A NEWBORN SUN
I CHASED THE DRAGON, FOUND IT IN MY ROOM
FORGIVE ME MOTHER, I'M JUST DEAD, BUT FINE

I GOT NO WORDS, TO MAKE SENSE OF IT (X3)

"WHEN BLACK IS WHITE, LOST HOPES WILL GET BACK"
I GOT NO TIME TO BELIEVE WHAT THEY SAY
I'LL TRADE MY BREATH FOR A PINT OF BLOOD
I'LL TRADE MY BREATH FOR YOUR GRAVESTONE PIC

I GOTTA RUN, RUN OUT OF MY GAME (X2)
I GOT NO WORDS, TO MAKE SENSE OF IT
 
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